La
Fabbrica illuminata
Questa nuova Associazione Culturale è nata
nel gennaio del 2004 ponendosi dichiaratamente in rapporto con la straordinaria
opera di Luigi Nono e Giuliano Scabia – “La Fabbrica
illuminata” (1964) – con la quale si è inaugurato
un percorso di attenzione per le tecnologie avanzate e le strumentazioni
non tradizionali che avrebbe condotto, attraverso trasformazioni profonde
di scrittura e di poetica, fino ai rapporti intensi e proficui con
le tecniche computazionali di fine millennio. Un'opera fondamentale,
che ha operato un allargamento dei limiti dell’universo acustico
inteso come territorio musicale, trascinando con se espansivamente
i segni acustici della fabbrica (il laminatoio, la colata d’acciaio,
ecc..). In essa anche il testo, superando prepotentemente il perimetro
della tradizione, porta con sé infiniti mondi e contesti di
riferimento sonoro, fonico, linguistico, fino alla sua conclusione
sui versi di Cesare Pavese: "Passeranno i
mattini/ passeranno le angosce/non sarà così sempre/
ritroverai qualcosa..." Sono versi emozionanti che evocano
ancora oggi la malinconia per un futuro senza angosce (cioè senza "ustioni" o "esalazioni
nocive" o "luci abbaglianti") in cui poter "ritrovare
qualcosa".
Ma questa Associazione è nata anche (e soprattutto) con l’intento
di promuovere e diffondere la cultura sarda, di valorizzarne le straordinarie
risorse in termini di professionalità nel campo del teatro,
della musica, della scrittura, della danza, della cinematografia, stabilendo
un collegamento con le forze più vive che operano in Sardegna.