Marco
Parodi
Dal dizionario dello spettacolo del
'900, Dizionari Baldini&Castoldi
Il primo debutto di rilievo è un'edizione
degli Orazi e Curiazi di Brecht (1968) a Genova.
Segue nel 1970 Fuenteovejuna di Lope de Vega.
Si specializza in grandi allestimenti 'open
air' come lo storico Il genovese liberale di
Lope de Vega che viene recitato nel centro storico
della città ligure nel 1971. Nel 1975
firma un testo poco noto di Karl Valentin, Tingel
Tangel . Nel 1976 si dedica a Brecht e alle
sue Nozze piccolo-borghesi. Seguono numerose
regie con nomi in ditta di rilievo: Amleto in
trattoria di Achille Campanile, con Eros Pagni
e Magda Mercatali (Teatro stabile di Genova),
La bisbetica domata di Shakespeare a Borgio
Verezzi con Giuseppe Pambieri e Lia Tanzi, Questa
sera si recita a soggetto di Pirandello con
Arnoldo Foà (prodotto dal Teatro stabile
di sardegna), Cafè-Feydeau di Feydeau
con Andrea Giordana e Giancarlo Zanetti, Ciò
che vide il maggiordomo di Orton, con Gianni
Agus, Orazio Orlando, Magda Mercatali e Gino
Pernice. Tra i premi ricevuti va segnalato il
Prix Italia per la regia radiofonica (1980).
Dal "CHI È DELLA SARDEGNA"
Da oltre 20 anni lavora in Sardegna dove dal
1996 progetta e realizza la rievocazione storica
di "Sa Die de Sa Sardigna". Ha esordito
come attore alla "Borsa di Arlecchino"
di Genova, diretta da Aldo Trionfo. Ha recitato
in seguito nella "Compagnia dei Quattro"
diretta da Franco Enriquez, con Valeria Moriconi
e Glauco Mauri. E' stato "attor giovane"
nella compagnia di Paolo Poli. Ha fatto da assistente
a Luca Ronconi nell'"Orlando Furioso"
al Festival dei Due Mondi di Spoleto. Ha esordito
nella regia nel 1968 con "Gli Orazi e i
Curiazi" di Bertolt Brecht, presentati
al Piccolo Teatro di Milano (su invito di Paolo
Grassi e Giorgio Strehler), alla Biennale di
Venezia, al Festival di Nancy diretto da Jack
Lang. Di questo spettacolo ha curato anche un'edizione
televisiva. Ha fondato insieme a Carlo Quartucci
il "Teatro Gruppo". E' stato membro
del Consiglio d'Amministrazione del "Teatro
Stabile di Genova" dal 1968 al 1972. Ha
diretto la "Compagnia Stabile del Piccolo
Eliseo" di Roma dal 90 al 93.
Nel 1974 è stato chiamato dal "Teatro
di Sardegna" ad allestire "I carabinieri"
di Beniamino Joppolo. La collaborazione è
continuata anche successivamente, ed è
culminata nel 1980 con l'incarico di Direttore
Artistico del "Teatro di Sardegna"
e del "Circuito Teatrale Regionale Sardo",
per la costituzione del quale si è strenuamente
battuto. Sotto la sua guida il "Teatro
di Sardegna" si è aperto al circuito
teatrale nazionale, presentando i propri allestimenti
nei più importanti teatri della penisola.
Ha inventato e diretto per cinque edizioni "La
notte dei poeti" nello splendido scenario
del teatro romano di Nora, uno dei grandi avvenimenti
culturali dell'estate in Sardegna. Per contribuire
a far conoscere la cultura e i problemi della
Sardegna ha girato per la RAI il documentario
televisivo "San Sperate paese museo",
ed il film "I padroni dell'estate"
(1996) (soggetto di Filippo Canu) sulla cementificazione
selvaggia delle coste dell'Isola (trasmesso
da RAIUNO). Ha collaborato inoltre con la Sede
RAI di Cagliari per la registrazione di diversi
radiodrammi, fra i quali "Canne al vento"
di Grazia Deledda, "Woyzeck" di Geor
Büchner e "Il risatiere" di Luigi
Malerba. Ha istituito e coordinato il Premio
di Drammaturgia "Michelangelo Pira",
riservato agli autori nati o residenti in Sardegna.
Nel 1996 è stato invitato dall'Assessore
Regionale alla Cultura Efisio Serrenti a progettare
e realizzare la prima edizione di "Sa Die
de Sa Sardigna". Per il Teatro di Sardegna
ha curato, fra l'altro, le regie di "Questa
sera si recita a soggetto" di Luigi Pirandello,
"Funtanaruja" da Lope De Vega, "Quattro
sassi" di Filippo Canu, "Le allegre
comari di Windsor" di William Shakespeare
e "Disturbi di memoria" di Manlio
Santanelli. Per l'"Istituzione dei Concerti"
e del "Teatro Lirico" di Cagliari
ha allestito "Madama Butterfly" di
Giacomo Puccini (in coproduzione con il "Theatre
de Beaulieu" di Losanna), "Costruiamo
una città" di Paul Hindemit e "The
Golden Vanity" di Benjamin Britten. Ha
curato molte altre regie sia teatrali sia di
opere liriche nei più prestigiosi teatri
italiani, ricevendo fra l'altro numerosi riconoscimenti
tra i quali la "Noce d'oro" 1970 come
miglior regista esordiente, il "Premio
Italia" 1980 per la regia radiofonica e
il "Premio Randone" 1989 per la regia
del "Vitalizio" di Andrea Camilleri.
Ha ricevuto inoltre il "Biglietto d'oro
AGIS" per tre edizioni.